Avete mai considerato l’Albania per una vacanza low cost che possa unire cultura e bellissime spiagge? Noi abbiamo passato dieci giorni tra Tirana e Valona e siamo stati conquistati da questo splendido Paese, crocevia tra Balcani e Mediterraneo, che offre acque cristalline dalle sfumature caraibiche e un ricco patrimonio culturale.
Dieci giorni in Albania da Tirana al mare di Valona: cosa visitare e dove mangiare
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Dieci giorni in Albania: cosa visitare
Tirana, la capitale dell’Albania
Non possiamo negare la nostra difficoltà nel descrivere Tirana; la capitale albanese infatti non ha sicuramente l’eleganza immediata delle città europee più celebrate, ma sono stati i suoi contrasti a conquistarci irrimediabilmente: minareti ottomani accanto a palazzi razionalisti del periodo fascista italiano, bunker sotterranei trasformati in musei contemporanei, vecchie case basse schiacciate dall’espansione di torri di vetro e rooftop bar sono testimonianza della storia travagliata di un territorio conteso tra imperi, dominazioni e influenze culturali diverse. Per familiarizzare con la città noi abbiamo partecipato a questo tour guidato organizzato giornalmente che ci ha consentito, grazie al supporto di una bravissima guida locale, di scoprire segreti e curiosità – intrecciate anche con la sua storia personale – che difficilmente sono riportati nelle solite guide.
- INTORNO A PIAZZA SCANDERBEG. Giorgio Castriota Scanderbeg – il condottiero del XV secolo che guidò la resistenza albanese contro l’Impero Ottomano – è la figura che più di tutte continua a incarnare l’identità nazionale, e la piazza che porta il suo nome è il vero centro simbolico di Tirana: una distesa monumentale (e caldissima!) di pietra chiara che sembra progettata per raccontare la storia del Paese, visto che è composta da lastre provenienti da ogni città dell’Albania.
Intorno alla piazza – dominata dalla gigantesca statua di Scanderbeg a cavallo – si affacciano alcuni degli edifici più rappresentativi della capitale: la moschea Et’hem Bey con i suoi bellissimi affreschi ottomani che valgono sicuramente la fila che dovrete fare per entrare, il Museo Storico Nazionale (purtroppo chiuso per ristrutturazione fino al 2028) con l’enorme mosaico socialista sulla facciata, i palazzi razionalisti costruiti durante l’occupazione italiana degli anni Trenta (entrate senza indugi nello splendido bar dell’Opera per un caffè) e le nuove torri contemporanee che stanno cambiando lo skyline della città (cercate il volto di Scanderbeg in uno dei nuovi palazzi!).
- IL BUNK’ART 2. A pochi passi dalla piazza si trova anche Bunk’Art 2, uno dei luoghi più intensi da visitare per comprendere il passato albanese: un ex bunker antiatomico trasformato in museo, dove corridoi sotterranei, stanze claustrofobiche e documenti del regime raccontano i decenni della dittatura comunista di Enver Hoxha e la sua ossessione paranoica per il controllo che hanno reso il suo regime uno dei più isolati, feroci e rigidi, fino al punto di rompere addirittura i rapporti con l’Unione Sovietica e la Cina.
- DALLA PIRAMIDE AL PARCO LIQENIT. Uno dei simboli più evidenti della trasformazione della città è la Piramide di Tirana, l’enorme struttura in cemento costruita alla fine degli anni Ottanta come mausoleo dedicato a Enver Hoxha. Con la fine del regime, l’edificio non ha mai avuto la destinazione per cui era stato progettato e per anni è rimasto abbandonato; oggi invece è stato trasformato in uno spazio culturale contemporaneo e le sue scale esterne permettono la (faticosa) scalata in sommità per godere di uno dei panorami più belli della città.
Poco distante si incontra il memoriale chiamato Postbllok, uno dei luoghi più simbolici della capitale: un’installazione composta da bunker in cemento, colonne provenienti da un carcere politico e perfino un blocco del Muro di Berlino, pensato per ricordare l’isolamento e la repressione vissuti durante il regime comunista. Da qui il grande boulevard Dëshmorët e Kombit porta verso sud passando accanto ad alcuni bellissimi palazzi governativi come l’ufficio del Primo Ministro attualmente occupato da Edi Rama (che ha voluto il bizzarro ingresso il cui stile contrasta fortemente con l’austerità del resto dell’architettura) e il Palazzo Presidenziale. Qui scoprirerete una Tirana sempre più monumentale: i larghi viali alberati e soprattutto i palazzi razionalisti costruiti durante l’occupazione italiana degli anni Trenta ci hanno ricordato le atmosfere romane dell’Eur e del Foro Italico.
Continuando ancora verso sud, scoprirete il Grand Park of Tirana, conosciuto da tutti come Liqenit: questo grandissimo spazio verde che si sviluppa intorno a un immenso lago artificiale è la meta perfetta se volete prendere un po’ di fresco (indispensabile se visitateTirana in estate) tra sentieri ombreggiati e caffè all’aperto… ma state attenti ai monopattini e alle biciclette che sfrecciano a velocità folle!
- DAL BLLOKU ALLA CATTEDRALE ORTODOSSA. La parte ovest di Tirana è probabilmente quella che racconta meglio la trasformazione contemporanea della capitale. Il cuore di questo cambiamento è Blloku, il quartiere che durante il regime comunista era rigidamente riservato ai membri del partito e alla cerchia di Enver Hoxha la cui casa è ancora perfettamente conservata e oggi sede di un’associazione culturale.
Per decenni la popolazione non poteva nemmeno attraversarlo; oggi invece è il centro della vita notturna di Tirana, un intreccio di cocktail bar, ristoranti contemporanei, boutique indipendenti e locali pieni fino a notte fonda (salite sul rooftop dello Sky Bar per avere il panorama notturno migliore della città).
A pochi minuti di distanza si trova House of Leaves, uno dei musei più inquietanti e interessanti di Tirana. L’edificio, ricoperto di rampicanti da cui prende il nome, ospitava la sede della Sigurimi, la polizia segreta albanese. Oggi le stanze raccontano, anche attraverso numerose sezioni interattive, il sistema di sorveglianza e controllo costruito durante la dittatura con intercettazioni, dossier e strumenti di spionaggio che sembrano usciti da un film e che invece erano la tragica realtà quotidiana della Tirana degli anni Settanta. All’uscita, anche per prendere un po’ di fresco, non dimenticate di scendere nel bunker sotterraneo ancora perfettamente conservato nel cortile dell’edificio.
Poco più avanti, a testimonianza dell’ennesimo contrasto della città, troverete la grande Cattedrale della Resurrezione di Cristo, la principale cattedrale ortodossa dei Balcani. Moderna, luminosa e monumentale, con la sua cupola bianca e gli interni dorati, racconta anche la rinascita religiosa dell’Albania dopo decenni di ateismo imposto dal regime comunista e che ora è invece ritornata a essere un felice esempio di pacifica convivenza tra Islam, Ortodossia, Cattolicesimo e Bektashi (una piccola ma importantissima confraternita sufi).
- IL NUOVO BAZAR E I QUARTIERI SETTENTRIONALI. La parte nord di Tirana conserva invece un’atmosfera più popolare, lontana dai boulevard monumentali della zona sud e dai locali patinati di Blloku. Il punto di riferimento di questa zona è il Pazari i Ri, il “Nuovo Bazar”, uno dei luoghi più vivaci della città: ristrutturato negli ultimi anni, ma ancora profondamente legato alla vita locale, qui troverete banchi di frutta, spezie, olive, formaggi, carne alternati a bancarelle con paccottiglia per turisti e merce contraffatta: starà a voi scovare la vera essenza di questo luogo, magari chiedendo consiglio a uno dei deliziosi vecchietti che giocano a domino nella piazza… e non vi preoccupate per la lingua, praticamente qualsiasi albanese con più di 40 anni parla italiano, visto che la televisione del nostro paese era uno dei pochi (e illegali) svaghi che gli albanesi si concedevano durante il regime.
Poco distante si trova anche la casa atelier di Sali Shijaku, uno dei pittori più importanti del Paese. Nascosta tra le stradine del quartiere, questa abitazione conserva un’atmosfera sospesa nel tempo: visitate il museo con le opere dell’artista (sarà proprio la nipote di Shijaku a guidarvi nella visita) e poi rilassatevi prendendo una bibita al bar accarezzando i numerosi gatti che sonnecchiano all’ombra degli alberi nel magnifico giardino.
Procedendo verso nord in direzione della stazione degli autobus (e dei mitici furgon, i caratteristici minibus che integrano non ufficialmente il servizio di trasporto pubblico in Albania) si incontrano poi alcune delle zone più stratificate e urbanisticamente confuse di Tirana, dove i nuovi edifici moderni lasciano spazio a case basse, vecchi cortili, mercati molto più veraci di quello Centrale e coloratissimi murales. È forse la parte meno “instagrammabile” della città, ma anche quella che restituisce meglio la sensazione di una capitale ancora imperfetta, ma sicuramente aperta al cambiamento.
- DAL CASTELLO AL CANALE. Proseguendo a est da piazza Scanderbeg troverete il Castello di Tirana, conosciuto anche come Kalaja e Tiranës: più che un vero castello, si tratta di un piccolo quartiere pedonale fatto di mura ottomane, cortili interni, botteghe artigiane, wine bar e ristoranti nascosti tra pietre e mattoni antichi. È uno degli angoli più piacevoli della città per passeggiare la sera e la sua atmosfera ci ha quasi ricordato alcuni paesini italiani affacciati sul mare.
L’uscita settentrionale del castello è il punto perfetto per individuare il profilo del Downtown One, il palazzo la cui facciata geometrica, osservata da lontano, compone la sagoma della mappa dell’Albania. È un dettaglio quasi nascosto ma che è un’ulteriore testomonianza della bizzarria architettonica che caratterizza le nuove costruzioni che stanno spuntando a Tirana negli ultimi anni.
Oltre il castello si erge invece la gigantesca Moschea Namazgâh, la nuova grande moschea centrale della capitale, una delle più grandi dei Balcani. Con le sue cupole bianche e i minareti altissimi, il complesso domina ormai lo skyline della città ed è una tappa imprenscindibile anche solo per riposarsi qualche minuto in uno dei bellissimi chiostri. Tutta questa parte di Tirana è attraversata dal canale del Lana, il piacevole corso d’acqua protagonista di un recente processo di riqualificazione che ha cancellato il degrado che lo caratterizzava fino a qualche anno fa.
Berat, la città dalle mille finestre
Noi abbiamo usato Tirana anche come base di partenza per alcune bellissime escursioni prenotate dall’Italia con Get Your Guide; la prima è stata quella verso Berat, la cosiddetta “città dalle mille finestre”. Dopo circa due ore di strada con il nostro comodo minivan, il paesaggio cambia completamente: le architetture caotiche della capitale lasciano spazio a una delle città più affascinanti e storiche del Paese, dichiarata patrimonio Unesco. Berat si sviluppa su entrambe le sponde del fiume Osum ed è famosa per le sue case ottomane bianche costruite una sopra l’altra sul fianco della collina, con le grandi finestre che sembrano osservare la città dall’alto. Passeggiate tra le stradine in pietra del quartiere di Mangalem e cercate la minuscola finestrella dalla quale potrete acquistare un calice di buonissimo vino; salite poi lungo il fianco della collina per arrivare al museo iconografico Onufri per scoprire alcune splendide opere d’arte bizantina. Ancora pochi passi e arriverete all’antico castello, dove la gente vive ancora all’interno delle sue antiche mura e da dove potrete godere (se siete più fortunati di noi che abbiamo affrontato una pioggia battente!) di una splendida vista aperta su tutta la vallata.
Il lago Bovilla e il monte Gamti
Un’altra escursione alla quale abbiamo partecipato partendo da Tirana è stata quella verso il lago Bovilla e il vicino monte Gamti. Il tragitto però è già parte dell’esperienza: dopo aver lasciato la città, il bus si inoltra lungo strade strettissime e dissestate, spesso a picco sulle montagne, dove ogni incrocio con altri veicoli sembra trasformarsi in una piccola manovra di precisione che ci ha fatto provare molta invidia per le doti del nostro autista. Arrivati al lago, il panorama è spettacolare, con l’acqua color smeraldo incastonata tra pareti rocciose e canyon profondi, ma la salita finale verso il punto panoramico del monte Gamti è molto più impegnativa di quanto spesso venga raccontato online. Il sentiero è ripido, stretto e in alcuni tratti piuttosto impervio, soprattutto con il caldo estivo; la guida si è più volte premurata del nostro stato di salute, ma alla fine ce l’abbiamo fatta e la fatica è stata ripagata dalla spendida vista sul lago e sulle montagne circostanti, sicuramente il panorama più bello della nostra vacanza.
Kruja
Arroccata sulle montagne a nord della capitale, Kruja è una delle città più simboliche della storia albanese essendo profondamente legata alla figura di Scanderbeg. La visita non può che iniziare dalla storica via del bazar, una lunga strada acciottolata piena di botteghe artigiane, tappeti, oggetti in rame, souvenir e piccoli negozi tradizionali che, al netto della vocazione ormai votata al turismo di massa, restituiscono ancora oggi l’atmosfera dell’antico mercato ottomano della città: entrate nelle botteghe e i negozianti, soprattutto quelli più anziani, non esiteranno a raccontarvi aneddoti e storie sugli oggetti in vendita anche a testimonianza dell’ospitalità e accoglienza tipica degli albanesi, sicuramente uno dei popoli più cordiali e gentili che abbiamo incontrato nei nostri viaggi.
Salendo sulla collina si raggiunge poi il museo Scanderbeg, dedicato all’eroe nazionale albanese. Situato all’interno di una suggestiva fortezza, il museo racconta attraverso armi, documenti e tanti altri cimeli la resistenza guidata da Scanderbeg proprio qui a Kruja contro l’Impero Ottomano nel XV secolo, offrendo anche una vista spettacolare sulle montagne circostanti. La parte più suggestiva dell’escursione però è stata la salita verso il Monastero di Sari Salltik, costruito sulle rocce sopra la città. Certo, il panorama è impagabile, ma il momento più toccante è stato la visita all’antica grotta carsica in cui ancora oggi i sacerdoti Bektashi compiono antichissimi riti e in cui sgorga una sorgente d’acqua considerata sacra che ovviamente non abbiamo esitato a provare in gran quantità nella speranza di attirare la fortuna!
Valona e le spiagge nei dintorni
A bordo di un folcloristico furgon, da Tirana abbiamo raggiunto Valona in circa 2 ore e mezza. Questa città placidamente adagiata sulla costa meridionale del Paese è la tappa ideale se cercate qualche giorno di totale relax. Ovviamente qui si viene soprattutto per le spiagge, ma vale assolutamente la pena dedicare qualche ora anche al centro storico, tra piazze pedonali, moschee, architetture italiane e stradine che raccontano un volto più autentico – e decisamente meno caotico – della città.
Le spiagge cittadine sono sicuramente le più comode da raggiungere e perfette per una giornata tranquilla senza allontanarsi troppo dal centro: Plazhi i Ri è la più grande e si estende per più di un chilometro davanti al lungomare principale. Il mare e il paesaggio diventano molto più spettacolari, però, superando il tunnel che conduce verso la riviera: qui la costa cambia completamente, tra acqua trasparente, scogliere e beach club immersi nella natura. Noi, prendendo un taxi dal lungomare, abbiamo passato una giornata a Princ Elio Beach, una delle spiagge più belle della zona, con acqua cristallina e un’atmosfera molto più selvaggia rispetto al litorale cittadino. Se, invece, viaggiate in macchina potete spingervi fino ad altre bellissime spiagge come Radhime Beach e Orikum a sud della città o Narta e Dalan a nord.
Da Valona abbiamo anche fatto una delle esperienze più belle del viaggio: prenotando una delle escursioni in barca che vengono promosse in centro, abbiamo visitato dapprima l’isola di Sazan – ex sede di una base militare i cui resti sono ancora visibili sulle colline e ora meta per un bagno in acque cristalline –, poi la spettacolare grotta di Haxhi Ali, raggiungibile solo via mare (o in volo dai numerosi pipistrelli che la abitano) e infine la selvaggia penisola di Karaburun, dove ci siamo fermati qualche ora per un pomeriggio di relax e un altro bagno in un mare spettacolare. Siamo poi tornati a Valona a ritmo di musica perché il nostro simpaticissimo skipper più che su una barca, forse, credeva di essere in una discoteca.
Dieci giorni in Albania: dove mangiare
- ODA (Tirana). La nostra prima cena a Tirana l’abbiamo passata in questo ristorante a pochi passi dal bazar centrale. L’interno è composto da tante salette carine decorate con poster risalenti alla dittatura comunista, ma se venite in estate vi consigliamo senza dubbio di farvi dare un tavolo in uno dei due graziosi giardini. Il menu è perfetto per iniziare a familiarizzare con questa cucina perché è ricco di piatti tradizionali come il il byrek (la celebre pasta sfoglia ripiena di formaggio, carne o spinaci), il tavë kosi (un pasticcio di agnello con yogurt) e le qofte, le classiche polpette di manzo dalla forma allungata; noi abbiamo mangiato l’agnello, delle melanzane ripiene con carne e pomodori e dei buonissimi involtini di interiora che ci hanno ricordato alcune specialità pugliesi… ma d’altra parte la Puglia è proprio lì di fronte! A rendere l’esperienza ancora più particolare è la musica tradizionale dal vivo che ha accompagnato la nostra cena creando un’atmosfera allegra e conviviale. Prezzo medio: 20€.
- MULLIXHIU (Tirana). Prima di partire dall’Italia cercavamo un ristorante in cui fare una cena di alto livello e il frutto delle nostre ricerche è stato questo locale affacciato sul lago artificale all’interno del parco Liqenit. Le nostre attese non sono state deluse perché questa è stata sicuramente l’esperienza culinaria migliore della nostra vacanza in Albania. L’interno si presenta proprio come un mulino di campagna con arredi in legno e sacchi di grano per terra (non per niente mullixhiu significa macinatoio) che contribuiscono a creare un’atmosfera rustica ma curata. Noi vi consigliamo assolutamente di fare il menu degustazione che con soli 30 euro vi permetterà di fare un percorso di sette tappe incredibili: a partire da ingredienti tutto sommato comuni (verdure di stagione, riso, selvaggina, pesce di lago) vengono costruiti piatti sorprendenti come il qifqi, una polpetta di riso fritta servita con panna acida, la trota cotta a bassa temperatura con riduzione di vino locale e l’incredibile rosnica, una pasta fatta a mano sfregando farina e uova che verrà preparata al momento nel laboratorio proprio accanto alla sala principale. Prezzo medio: 30€.
- TRADITA SHIQPTARE (Tirana). Tra pareti in pietra, arredi in legno, utensili antichi e tovaglie a quadri sembra quasi di entrare in una tipica casa di montagna albanese varcando la soglia di questo ristorante tradizionale. Lasciandoci consigliare dal proprietario super simpatico – che ovviamente parlava italiano – abbiamo assaggiato una specialità che ancora non avevamo mangiato, il fërgesë, una sorta di stufato con peperoni, pomodori e formaggio cotti in un tegame di terracotta. Il piatto era buonissimo anche se un po’ pesante, ma è bastato un bel bicchierino di raki – un superalcolico tipico simile alla nostra grappa – per farci passare ogni disturbo! Prezzo medio: 20€.
- BYREKTORE (Tirana). Noi vi consigliamo quella vicinissimo al parco Rinia, ma sono tantissime le byrektore (panetterie) che troverete a Tirana. Sono una delle soluzioni migliori per mangiare qualcosa di tipico spendendo pochissimo: qui, con pochi euro, si possono assaggiare specialità locali come il byrek, da cui questi locali prendono il nome, ma anche focacce, dolci, pane appena sfornato e bevande, tra cui il dhalle, lo yogurt leggermente salato che noi amiamo pazzamente! Prezzo medio: 5€.
- CEREN ISMET SHEHU (Tirana). Tra i ristoranti più particolari che abbiamo provato a Tirana c’è anche Ceren Ismet Shehu, situato all’interno del Castello e famoso soprattutto per il suo menu degustazione a prezzo fisso. L’esperienza è pensata come un percorso nella cucina tradizionale albanese: il tavolo si riempie velocemente (forse fin troppo) di affettati, formaggi, verdure, carne, pane fatto in casa e altre specialità. I nostri piatti prefertiti? Il salce kosi, una buonissima crema di yogurt con menta, il fli, una sorta di torta salata con panna acida e burro e delle costolette di agnello che si scioglievano in bocca. Un consiglio: ricordatevi di portarvi qualcosa per coprirvi perché l’aria condizionata abbassa la temperatura al livello “montagne albanesi a dicembre”. Prezzo medio: 25€.
- ROZAFA SEAFOOD (Tirana). Pur non essendo sul mare, Tirana offre ristoranti di pesce di ottimo livello; in questo ristorante a pochi passi da piazza Scanderbeg, per esempio, abbiamo mangiato delle linguine ai frutti di mare davvero notevoli: la pasta era al dente, il pesce freschissimo e saporito e il sugo di pomodoro – delicato ma gustoso – ci ha ricordato quello delle nostre nonne! Prezzo medio: 20€.
- MULLIRI VJETER (Tirana). Questa caffetteria dai molti punti vendita a Tirana è perfetta per una colazione o una merenda con un dolcetto e una bevanda fresca, ma soprattutto con un buonissimo caffè: quella per il caffè è infatti una vera e propria passione per gli albanesi che a ogni ora del giorno affollano i numerosissimi bar delle città per lunghe pause che sembrano parte integrante della cultura e della vita quotidiana del Paese. Prezzo medio: 5€.
- NELI RESTAURANT AND BAR (lago Bovilla). Durante la nostra escursione al lago Bovilla ci siamo fermati in questo ristorante incastonato tra le montagne e affacciato su un piccolo lago artificiale creato da una diga sul fiume in cui volendo si può fare anche il bagno. L’atmosfera è conviviale e rilassante e probabilmente vi ritroverete a condividere il tavolo con altri clienti, come in una sagra di paese! Anche il menu è tutt’altro che sofisticato e la scelta è molto limitata, ma vi assicuriamo che con pochi euro mangerete una carne alla griglia buonissima e delle qofte che non dimenticherete facilmente. Prezzo medio: 15€.
- ALBA (Kruja). Subito fuori dalla fortezza di Kruja, il bellissimo giardino di questo ristorante è una vera oasi di pace in cui fare una pausa dopo la visita all’affollatissimo bazar; noi abbiamo preso solo un’insalata (vi sembrerà strano, ma anche noi talvolta abbiamo poca fame), ma il menu è ricco di specilità tipiche della zona e i piatti di carne alla griglia che vedevamo passare verso gli altri tavoli avevano un aspetto decisamente invitante. Prezzo medio: 25€.
- TRADITIONAL VANI (Valona). Come ogni città marittima densamente frequentata, anche a Valona è facile imbattersi in trappole per turisti con cibo di scarso livello. Fortunatamente le gemme nascoste non mancano, come questa insegna con due sedi in città, consigliata anche dal simpatico tassista lungo la strada verso Princ Elio Beach. La prima è poco più grande di un box auto a cui fortunatamente si aggiungonono alcuni posti esterni affacciati sulla strada; anche per questo, il nostro consiglio è venire prestissimo perché già dalle 20 si inizia a formare una lunga fila di persone desiderose di assaporare un fritto misto… e a ragione: il fritto che abbiamo mangiato qui è stato uno dei più buoni della nostra vita. La seconda sede è molto più grande e propone lo stesso identico menu con piatti di pesce freschissimo: qui abbiamo assaporato degli spaghetti allo scoglio incredibili e un pesce alla griglia di cui avremmo mangiato anche le lische. Prezzo medio: 25€.
- PIZZERIA LA NONNA (Valona). Durante la nostra vacanza in Albania abbiamo sentito più volte gli albanesi vantarsi di fare una pizza degna di quella italiana e questa pizzeria sul lungomare di Valona è stata il banco di prova ideale per verificarlo. Beh, dobbiamo ammettere che non abbiamo notato praticamente nessuna differenza con una classica pizza italiana: l’ottima cottura, il cornicione morbido e ben alveolato e l’alta qualità degli ingredienti ci hanno fatto proprio sentire dall’altra parte dell’Adriatico. Prezzo medio: 20€.
- NENA MENA (Valona). Questa panetteria a due passi dalla spiaggia cittadina è perfetta per una pausa pranzo veloce ed economica. Scegliete le vostre specialità dolci e salate dall’enorme bancone (i burek sono buonissimi, ma noi vi consigliamo anche i rustici con i wurstel e le pizzette), fatevele scaldare, pagate l’irrisorio conto e tornate in spiaggia a mangiare sotto all’ombrellone per non perdervi nemmeno un minuto di sole. Prezzo medio: 5€.
- THE SEA (Valona). A volte l’apparenza inganna: questo è quello che abbiamo pensato dopo aver cenato in questo locale sul lungomare che abbiamo scelto praticamente a caso perché vicinissimo al nostro hotel e che invece si è rivelato una bella sorpesa; soprassedete sulla musica trendy, sui divanetti da discoteca e sulle luci colorate e concentratevi sui buonissimi cocktail e su una lista di piatti saporiti e ben eseguiti, soprattutto i risotti. Prezzo medio: 25€.
Altre info utili sul viaggio in Albania
- ITINERARIO. Noi abbiamo passato in Albania 10 notti equamente ditribuite tra Tirana e Valona; la capitale è tranquillamente visitabile a piedi e solo un paio di volte abbiamo preso gli autobus (moderni e funzionali). Fuori da Tirana, invece, la situazione cambia radicalmente e il mezzo ideale per spostarsi è sicuramente l’auto; se invece, come noi, optate per i mezzi pubblici, dovrete ripiegare sui bus, i furgon e i taxi, visto che nel paese non esiste una linea ferroviaria strutturata.
- ALLOGGI. Gli alloggi sono molto più economici che nel resto dell’Europa; soprattutto a Tirana con 30€ al giorno (a testa) è possibile trovare un alloggio dignitoso in centro. Valona, invece, essendo più turistica è leggermente più cara: il nostro hotel proprio sul lungomare principale ci è costato 50€ a notte a persona.
- RISTORANTI&CUCINA. Anche bar e ristoranti, come avrete potuto intuire, sono molto economici: per colazione non abbiamo mai speso più di un paio di euro a testa e i pasti principali non ci sono costati più di 15/20 euro per persona. Solo quando abbiamo voluto “esagerare” abbiamo speso più di 30 euro a testa. La cucina è un fantastico mix tra Balcani, Grecia e Medio Oriente, senza dimenticare ovviamente tocchi italiani.
- STAGIONI. Noi abbiamo visitato l’Albania in pieno agosto, un periodo in cui il clima è ovviamente caldissimo: a Tirana la temperatura ha superato un paio di volte i 40 gradi, mentre a Valona, complice la brezza marina, si stava un po’ meglio.
- CAMBIO&SOLDI. in Albania non è (ancora) in vigore l’Euro; la moneta locale è il lek e la conversione è molto facile: 100 lek corrispondono a circa un euro. L’euro è accettato nei principali esercizi commerciali, ma il nostro consiglio è quello di convertire gli euro in lek presso i numerosissimi punti di cambio (non prelevate ai bancomat perché il cambio non è favorevole!). Inoltre, assicuratevi di partire dall’Italia con abbastanza contanti e di averli sempre con voi perché i pagamenti tramite bancomat e carte di credito sono poco diffusi.
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